Intervista con Alessandro Castagna: come vivono gli espatriati?

Intervista a Alessandro Castagna fondatore di web per espatriati ricca di consigli e informazioni utili. Noi di Packlink abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessandro Castagna, fondatore di Latitudine 40 e di vari siti web, molti dei quali dedicati agli espatriati italiani. La sua ultima creazione è un sito dedicato all’isola di Minorca dove attualmente vive e lavora sviluppando nuovi progetti legati al settore turistico.

Packlink: Prima di tutto perché scegliere di vivere in Minorca?

Alessandro Castagna: La scelta di vivere a Minorca è dovuta al fatto che l’isola è piccola, tranquilla e con una qualità di vita eccezionale. Volevo lasciare la grigia pianura padana per vivere in un luogo dove ci fossero meno stress, meno smog e più contatto con la natura (e soprattutto il mare). Per questo la mia decisione di venire a vivere a Minorca.

P: Prima di Minorca, c’è sempre stata l’Italia o hai vissuto in altri paesi? 

A.C: Prima di Minorca ho vissuto per regioni di studio in diverse parti del mondo, ma sempre per brevi periodi. Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda e Cantabria.

P: Il primo viaggio e l’ultimo? 

A.C: Il primo viaggio che feci fuori dall’Italia fu a Parigi con i miei genitori, da ragazzino. L’ultimo alle Canarie qualche anno fa. Adesso viaggio molto meno, non riesco a lasciare Minorca perché dopo pochi giorni mi viene la voglia di tornare.

P: Da dov’è nata l’idea di creare siti web per espatriati italiani? 

 A.C: E’ nata viaggiando per lavoro (ho avuto per anni una società che importava e distribuiva gioielli etnici). Viaggiavo molto e in ogni angolo del mondo incontravo qualche italiano che, felice di averlo fatto, aveva abbandonato l’Italia per iniziare una nuova vita all’estero. Ecco, mi sono detto. Perché non raccontare le loro storie creando un sito? E così nacque nel 2007 Voglio Vivere Cosi.

 P: Il successo di traffico sui siti del gruppo Latitudine 40 sicuramente manifesta l’interesse crescente degli italiani per l’estero. Cosa manca all’Italia che ci fa scegliere di espatriare?

A.C: A mio avviso manca prospettiva. I giovani, quelli che hanno idee e voglia di fare, non trovano terreno fertile per svilupparle. Chi cerca lavoro non lo trova (mentre se sei specializzato e sai le lingue all’estero ci sono buone possibilità di essere assunti), e chi vuole fare impresa si ritrova a dover combattere con l’apparato burocratico più complesso d’Europa. Per non parlare della classe politica che rimane il nostro tallone d’achille (poche idee, nessuna lungimiranza, e scelte discutibili).

 P: La difficoltà più grande che hai riscontrato nel vivere all’estero?

A.C: Sinceramente non ho trovato grosse difficoltà. Ma bisogna dire che avevo il vantaggio di lavorare in proprio e questo mi ha di molto aiutato.

P: Credi che gli italiani espatriati tornino in Italia a vivere, una volta passato un periodo all’estero o siamo un popolo di emigrati che costruisce la propria casa altrove?

 A.C: Tornano in pochi. Torna solitamente chi all’estero non è riuscito ad integrarsi o a portare a termine un progetto. In molti paesi si vive molto meglio che in Italia e le ragioni per tornare spesso sono troppo poche.

 P: Credi che un italiano abbia maggiore o minore capacità di adattamento in altri paesi rispetto agli altri europei?

 A.C: Questa domanda merita una riflessione a parte. L’italiano all’estero è molto apprezzato di norma ed ha grandissime capacità di adattamento. Ma parla poco e male le lingue e questo rappresenta un ostacolo perché sul mercato del lavoro europeo e mondiale c’è una concorrenza spietata e le aziende privilegiano chi ha buone capacità linguistiche. Detto questo l’italiano sa farsi valere ed apprezzare in molti ambiti, ristorazione e ambito turistico su tutti e sa adattarsi a culture, usanze e ambiti molto diversi.

P: Nei tuoi siti racconti storie di persone che hanno scelto di vivere all’estero, cosa ti ha colpito di più di queste interviste?

 A.C: Mi colpisce spesso la forza di volontà e la determinazione di chi, per raggiungere un obiettivo, lotta contro consuetudini, famiglie poco flessibili, limiti sistemici ed altro per poter realizzare il proprio sogno. Sul sito ci sono storie bellissime di giovani e meno giovani che hanno combattuto, perseverato ed infine realizzato il sogno di una vita. Ecco, questo è quello che mi piace raccontare pur non tralasciando mai di sottolineare gli aspetti duri e gli ostacoli che è necessario affrontare per ottenere quello che si desidera.

Abbiamo conosciuto Alessandro perché ha collaborato con Packlink e abbiamo avuto modo di conoscere i suoi siti. Per chi decide di trasferirsi, ma anche per chi già ha fatto questa scelta sono sicuramente una fonte di notizie e consigli pratici che rendono più facile vivere all’estero e soprattutto condividere questa esperienza. E per spedire tutto quello che non puoi portare con te, ci siamo noi di Packlink!

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